È la testimonianza di Tilde Montinaro, sorella del caposcorta di Giovanni Falcone, ad aprire la quarta edizione del Festival della Legalità organizzato dal Comune di Andria. Davanti alla vasta platea degli studenti del “Lotti-Umberto I” è stata ripercorsa la vita del poliziotto Antonio Montinaro, originario di Calimera, nel leccese, ucciso dalla mafia a 29 anni nella strage di Capaci in cui persero la vita anche i colleghi Vito Schifani e Rocco Dicillo, il giudice Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. I famigliari di Montinaro, che lasciò una moglie e due figli, non hanno mai smesso di fare memoria e perpetuare il ricordo di un evento doloroso che stravolse la loro vita per sempre.

Identificati semplicemente come gli uomini della scorta di Falcone, i poliziotti Montinaro, Schifani e Dicillo sono rimasti per tanti anni, nelle cronache giornalistiche, senza un volto nè un nome. I famigliari di Montinaro hanno combattuto e vinto una battaglia di dignità perché si potesse finalmente raccontare anche la loro storia. Su temi quanto mai delicati ed importanti come legalità e giustizia c’è bisogno di testimonianze autentiche e credibili perché si riesca ad arrivare al cuore dei ragazzi. L’incontro con Tilde Montinaro per riflettere su uno degli eventi più drammatici della storia del Paese serve proprio a questo: a scuotere le coscienze ed ispirare comportamenti virtuosi.

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