Chiuse le indagini sulla morte di Vincenza Angrisano, la 42enne di Andria uccisa a coltellate dal marito il 28 novembre scorso, nella casa dei coniugi nei pressi della strada provinciale 2. Il pubblico ministero della Procura di Trani, titolare del fascicolo, Francesco Chiechi, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari: nel provvedimento vengono contestati al marito della donna, il 51enne Luigi Leonetti, i reati di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e di aver commesso il fatto alla presenza dei figli della coppia, di soli 6 e 12 anni. Restano in piedi anche le ipotesi di maltrattamenti in famiglia e lesioni colpose.

Per la Procura, Leonetti avrebbe agito per gelosia, «che si manifestava – si legge nelle carte – sotto forma di ingiustificata espressione di possesso nei confronti della Angrisano». Il rapporto della coppia si era incrinato da tempo. La 42enne, che per lavoro si occupava della vendita di prodotti per la casa, aveva comunicato al marito la volontà di interrompere la relazione e di cominciare una nuova vita accanto ad un’altra persona. Da quel momento in poi, secondo il pubblico ministero, il 51enne (attualmente detenuto nel carcere di Lucera) avrebbe reso la convivenza intollerabile, disinteressandosi dei bisogni economici della famiglia. Sempre secondo la procura, l’uomo avrebbe maturato l’intenzione di uccidere la donna qualche giorno prima, il 23 novembre, quando al termine di una lite l’avrebbe aggredita costringendola alle cure dei medici.

Il giorno dell’omicidio, Vincenza Angrisano disse al 51enne che non sarebbe rientrata a casa la sera. La 42enne, tuttavia, verso le 17 è tornata per accompagnare il figlio più piccolo. Mentre si trovava in bagno, Leonetti l’ha colpita almeno tre volte con un coltello, al torace e all’addome, uccidendola. Poi ha chiamato il 118 a cui avrebbe confessato al telefono ciò che aveva fatto. Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza.