Per la prima volta 3 associazioni di frantoiani prendono una posizione comune su aspetti importantissimi nella gestione della campagna olearia, a cominciare dalla quotazione delle olive.

Il 28 settembre scorso presso oleificio San Nicola di Corato si è svolta l’Assemblea FIOQ incentrata sui temi salienti della prossima campagna olearia. All’assemblea sono stati invitati anche il presidente della Associazione Italiana Frantoiani Oleari, Elia Pellegrino e il presidente della Associazione Frantoiani di Puglia, Stefano Caroli, i quali sono intervenuti in rappresentanza della propria base associativa.

Nel corso della riunione il dibattito si è focalizzato su due punti che appaiono sin da ora strategici per una sinergia dal carattere operativo e pragmatico tra le diverse associazioni che rappresentano le istanze dei frantoiani, per la prima volta sedute una di fronte all’altra in un’assise molto partecipata.

Dai molti interventi è emerso come la situazione del comparto è talmente delicata ed al contempo complessa che è ormai improcrastinabile una proficua collaborazione tra gli operatori ed i loro rappresentanti.

Gli esponenti dell’Associazione Frantoiani Italiani Olio di Qualità, Riccardo Guglielmi, della Associazione Italiana Frantoiani Oleari, Elia Pellegrino e il presidente della Associazione Frantoiani di Puglia, Stefano Caroli hanno quindi rappresentato una convergenza su 3 punti che qui andiamo a sintetizzare.

· Prezzo delle olive – Al fine di garantire il frantoiano da spiacevoli sorprese, è volontà dei frantoiani quella di definire il costo della materia prima “olive” solo dopo la frangitura, che sarà commisurato agli indici di resa e della qualità dell’olio ricavato;

· D.D.T. e/o FATTURA – alla luce delle nuove disposizioni deve contenere (oltre alla descrizione del prodotto di origine Italiana) la descrizione delle cultivar;

· Apertura posticipata – Dopo una riflessione sullo stato “ad horas” delle olive, si ritiene opportuno posticipare l’apertura. Si è giunti a questa conclusione perchè questa campagna olivicola arriva dopo una stagione siccitosa che ha rallentato il processo di maturazione delle olive

Su questi punti le tre associazioni riunitesi ieri stanno cercando una condivisione piena anche da parte di tutti gli operatori frantoiani: il comparto richiede una posizione univoca e salda da parte di tutte le organizzazioni che rappresentano le aziende.

«E’ importantissimo chiarire un aspetto, onde evitare fraintendimenti – spiega il presidente FIOQ, Riccardo Guglielmi – non c’è la volontà di deprezzare il prodotto olivicolo italiano, nè tanto meno c’è l’intenzione di fare cartello. Anzi, l’esigenza di quotare le olive dopo la frangitura, commisurandolo in maniera proporzionale agli indici di resa e alla qualità dell’olio, serve ad evitare che il mercato sia oggetto di speculazioni e, diciamolo pure, per scoraggiare i produttori che furbescamente, in taluni casi, in passato hanno fatto ricorso a sostanze chimiche al fine di alterare il colore naturale dell’oliva, con lo scopo di deviare la percezione del frantoiano sullo stato di maturazione del prodotto. L’indice di resa può essere un parametro oggettivo cui ancorare la quotazione. E può essere un meccanismo per premiare davvero la qualità. La posizione delle 3 organizzazioni deve essere vista come un passaggio fondamentale per proteggere la filiera dalla longa manus di lobbies che non fanno altro che danneggiarla. La FIOQ (voglio ribadirlo ancora una volta) vuole difendere il vero Made in Italy e l’aggettivo ‘vero’ non deve essere dato per scontato. E’ giunto il momento che anche i produttori escano dalla logica che il frantoiano sia un commerciante che lucra sul loro lavoro. Facciamo parte tutti della stessa filiera e se non facciamo squadra, altri la faranno al posto nostro facendoci la pelle e giocando sporco sul futuro delle nostre aziende, siano esse agricole o di trasformazione».