Il Tar di Puglia ha deciso di accogliere la richiesta di sospensiva dell’efficacia dell’ordinanza del Presidente della Regione, n° 56 del 20 febbraio scorso, che riportava interamente in Didattica Digitale Integrata le scuole di ogni ordine e grado, presentato nella serata di ieri dall’Associazione andriese Scuola è Vita, attraverso l’avvocato Nicolò Mastropasqua.

Un secondo ricorso al TAR, dunque, dopo quello del Codacons di Lecce, e che difatto ha già bloccato sin da ieri quell’ordinanza sostituita a mezzanotte da un altro documento firmato dal Presidente Emiliano che riallarga le maglie della scelta per i genitori. Nel dispositivo del TAR, i giudici amministrativi ammettono che “l’interesse ad agire sussiste, poiché il provvedimento impugnato consente ai dirigenti scolastici di negare a chi ne faccia richiesta l’accesso alla didattica in presenza nelle scuole pugliesi e, comunque, vieta ai dirigenti scolastici di ammettere alla didattica in presenza un numero superiore al 50 per cento di alunni e studenti, anche nelle scuole in cui non si registrino situazioni di contagio o pericolo di contagio“.

I giudici parlano di un immotivato “scostamento dal livello nazionale di garanzia dell’assolvimento dei servizi scolastici” oltre all’impossibilità di procedere nei tempi immaginati all’attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici. In più dal TAR spiegano come le misure di contenimento derogatorie e più restrittive rispetto a quelle del Governo nazionale, devono esser coerenti con la classificazione del livello di gravità dell’emergenza in ambito regionale. In questo momento la Puglia è in fascia gialla.

Il 17 marzo del 2021 ci sarà la trattazione collegiale nel merito davanti al TAR.