Su quel treno c’erano storie e persone. Su quel treno c’era vita e speranze. Su quel treno c’eravamo tutti noi, ed un beffardo destino ha scelto di farci sentire molto più fragili ed indifesi.

Su quel treno ora viaggiano molte meno persone anche perché la ferita resta ampiamente aperta. Su quel treno a quattro anni di distanza si è fermata una comunità intera, che adesso deve rialzarsi solo ed esclusivamente portando a termine rapidamente il processo che dovrà accertare, nei diversi gradi di giudizio, tutte le responsabilità. Solo allora si potrà dire chiusa questa pagina dolorosa e forse il dramma vissuto alle 11,06 di quel maledetto 12 luglio, farà un po’ meno male. Un abbraccio sincero ai 23 angeli che ci guardano da lassù, un abbraccio ai loro familiari, un abbraccio agli oltre 50 feriti che erano su quel treno, un abbraccio ai soccorritori, ai vigili del fuoco ed alle forze dell’ordine, un abbraccio a chi quei giorni ha lavorato incessantemente per salvare vite umane e rendere meno disastroso un dramma impossibile da dimenticare.