Nei giorni scorsi le polemiche per il bando di selezione di un nuovo direttore generale, una figura mai istituita. Oggi invece la pubblicazione da parte del comune delle nuove Linee Guida della Andria Multiservice, volute dal commissario straordinario Dr. Tufariello, e che dovrebbero definire il nuovo piano industriale 2020-2023. Secondo l’ente la Multiservice deve cambiare decisamente registro e darsi altri obiettivi rispetto a quelli attuali. La spa che conta 94 addetti al momento ed ha controllo unico da parte del Comune oltre ad erogare solo per esso servizi in dieci diversi settori, dovrà in sostanza ampliare le proprie attività con altri servizi di manutenzione straordinaria oltre a svolgere altri compiti oggi affidati dall’ente ad altri operatori economici.
Un cambio di passo ambizioso che punterebbe, secondo le linee guida comunali, ad intercettare nuovi filoni di business con altri segmenti di clientela pubblica e privata. Queste importanti novità sono emerse nel corso di una assemblea societaria di fine aprile 2020 che ha permesso anche di veder prorogato il contratto di servizio che lega il comune con la Multiservice sino a fine luglio prossimo. Una proroga necessaria per non chiudere tutte le attività in essere da parte della controllata dell’ente. Tra gli obiettivi operativi c’è quello dell’eliminazione di sacche di inefficienza e scarsa produttività, si legge, con un utilizzo più efficiente delle risorse in linea con le misure correttive previste dal piano di riequilibrio. Stesso discorso vale per il contenimento del costo della spesa per il personale con meno lavoro straordinario e con il blocco del turn over per i pensionamenti. Ci sarà anche un maggior controllo con un report semestrale delle attività.
Un cambio auspicabile, visto che si tratta di una società in house, ma anche un cambio complicato per un’azienda che è passata da un fatturato di oltre 4 milioni di euro a 3,3 milioni ed un margine operativo lordo divenuto negativo. Per il cambio auspicato c’è bisogno di riorganizzazione, anche se ci domandiamo ancora il perchè di una nuova figura apicale come il direttore generale, ma c’è bisogno soprattutto di un piano industriale forte che deve inevitabilmente prevedere degli investimenti francamente al momento complicati vista anche la situazione deficitaria delle casse comunali di Andria.
