Palermo Chiama Italia è l’iniziativa lanciata dal Ministero dell’Istruzione per ricordare le due stragi che 28 anni fa segnarono per sempre la vita istituzionale e civile dell’Italia. Capaci e via D’Amelio a Palermo, per ricordare i giudici Falcone e Borsellino ma anche Francesca Morvillo e gli agenti delle proprie scorte. Memoria ed impegno a cui non hanno voluto mancare alcuni studenti dell’Istituto Comprensivo “Mariano-Fermi” di Andria. In particolare per il giorno del 23 maggio, oggi, giorno in cui 28 anni fa ci fu la strage di Capaci, un manifesto realizzato proprio dagli studenti andriesi, è stato apposto direttamente a Palermo.

«La nostra scuola da sempre impegnata a diffondere la cultura della legalità – ha spiegato la Preside dell’istituto Mariagrazia Campione – anche quest’anno ha promosso numerose attività per commemorare le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio e accolto l’invito di trasformare i balconi della città in tante piazze. I ragazzi hanno mostrato coraggio e testimoniato che la giustizia è  ancora un valore in cui credere».

Gli studenti accompagnati dal team docenti Vinni Sansonne, Mara Quacquarelli, Gaetana Curatella, Antonella Matolla e Rita Zingariello hanno voluto spiegare da dove è nata l’idea: «I ragazzi della classe 5^E del plesso “A. Inchingolo” – spiegano le docenti – hanno approfondito il tema della legalità durante l’interno anno scolastico attraverso un percorso interdisciplinare ma in quest’ultimo periodo abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle figure dei due magistrati Falcone e Borsellino di cui hanno da subito apprezzato il loro rapporto di amicizia fatto di lealtà, rispetto, coraggio e condivisione ideali necessari per sconfiggere il “mostro” della mafia. Costruire una coscienza legale è per noi docenti una missione possibile affinché i nostri alunni possano da subito viverla nella loro quotidianità. Oggi alcuni dei loro lavori, grazie all’impegno di un concittadino che si trovava a Palermo hanno raggiunto fisicamente l’albero della memoria sito nella città di Palermo per testimoniare che le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini».