Una improvvisa quanto inaspettata, nelle proporzioni, nevicata questa mattina ha caratterizzato il risveglio della murgia barese già in piena emergenza da Coronavirus. Immagini quelle di città fiabesche come Minervino, Spinazzola, Altamura o Alberobello e Noci, che hanno reso uno spettacolo come al solito unico nel suo genere. Neve anche a Castel del Monte con pochi fiocchi sino alle città di Andria e Corato come avvenuto qualche giorno fa. La perturbazione, tuttavia, sta creando lievi problemi alla viabilità ma anche moltissimi danni all’agricoltura. Tra le province di Bari e Foggia, denuncia Coldiretti, azzerata la produzione del momento di mandorle mentre danneggiati in modo consistente ortaggi, alberi da frutto, cereali e leguminose.

Dopo un inverno bollette, il secondo più caldo in duecento anni e le fioriture già in atto, è arrivata l’ulteriore mazzata sul comparto già provato dalle moltissime difficoltà di questi ultimi anni e dai cambiamenti climatici. E’ per questo che, attraverso una nota ufficiale inviata dal Presidente Savino Muraglia, Coldiretti Puglia ha già inviato le istanze di calamità e sollecitato i Comuni a chiedere agli uffici regionali competenti di avviare l’iter per le verifiche in campo e la conseguente richiesta di stato di calamità naturale.

L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici – spiega Coldiretti Puglia – ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali. Per arginare i danni da gelo sono state anche riscoperte pratiche antiche come l’accensione di fuochi controllati tra i filari per cercare di aumentare la temperatura tra le viti o come l’apertura dei teli antigrandine per creare una sorta di “effetto serra” e alzare di qualche grado le temperature.