La Tangenziale cosiddetta “ovest” della Città di Andria continua a non piacere alla politica cittadina che, ormai in un coro comune, la ritiene un’opera inutile e dannosa. Ed allora il consigliere regionale andriese di Forza Italia, Nino Marmo, ha voluto tornare sull’argomento per cercare di far ulteriore luce sull’iter che sta accompagnando l’evolversi burocratico di questa istanza: tutto l’incartamento è stato, infatti, trasmesso con un esposto specifico all’autorità nazionale anticorruzione «per sollevare – spiega Marmo in una nota – le numerose illegittimità con cui è viziato l’intero iter procedurale».

Tutta la procedura sarebbe stata avviata senza che il Comune di Andria abbia approvato la variante al piano regolatore una «condizione essenziale – come spiega Marmo – per la realizzazione dell’opera visto che il tratto stradale ricade nel territorio andriese». Per questa ragione si chiede, nell’esposto, di esprimersi al Presidente dell’ANAC sulla legittimità della procedura e degli atti adottati visto che, spiega sempre Marmo, c’era la totale mancaza del requisito urbanistico.

Una circostanza gravissima – si ribadisce nella nota – dal momento che la comunità andriese si è espressa all’unanimità contro una colata di cemento che non solo non risolverebbe i problemi della viabilità locale, ma avrebbe ripercussioni devastanti sull’ambiente e sull’economia agricola della città. Il tutto a pochi metri dalla via Traiana, dove esistono reperti archeologici, manufatti rurali da preservare, aziende e zone ecologiche da tutelare».

Il consigliere Marmo ha poi ricordato che, nonostante il diniego espresso dal Consiglio Comunale, il progetto ha ricevuto l’ok dal governo nazionale nel 2018 che ha anche approvato la Valutazione di Impatto Ambientale. Sulla vicenda c’è anche un ricorso pendente al Tar.