Piscina Comunale, Fratelli d’Italia: «Regna silenzio mentre altre città premiano i nostri atleti»

Piscina Comunale, Fratelli d’Italia: «Regna silenzio mentre altre città premiano i nostri atleti»

La nota del coordinamento cittadino: «C’è un patrimonio umano da tutelare oltre all’impianto»

Regna ancora il silenzio attorno alla questione piscina comunale ad Andria. Rimangono in discussione posti di lavoro e attività di tipo agonistico per tanti giovani andriesi, in una struttura diventata nel corso del tempo un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere, una zona periferica della nostra città. I referenti del coordinamento cittadino di Fratelli D’Italia sono intervenuti nuovamente sul fatto, chiedendo impegni affinché la struttura possa riaprire il più presto possibile.

Riavvolgendo il nastro ricorderemo come le querelle ancor precedenti, quelle risalenti a vari mesi addietro, con la nuova concessione, sembravano, almeno parzialmente, superate. Salvo arrivare alla prima decade di settembre e alla delibera commissariale n. 60 che sanciva la nomina di un legale per le controversie nei confronti della Planet Andria, alla quale l’ente comunale chiedeva la somma di 35 mila euro. Una somma utile agli interventi edili, più eventuale conguaglio e interventi sugli impianti tecnologici. Dal mancato funzionamento di gran parte delle caldaie presenti, alle perdite e al possibile deterioramento delle semi-olimpioniche piscine presenti nella struttura, vuote da tempo, fino al mancato funzionamento del riscaldamento negli spogliatoi. Un problema che inevitabilmente sta portando ad un ampio ritardo nell’apertura stagionale dell’impianto.

«Avevamo chiesto di intervenire e di fornire delle risposte alla gestione commissariale dopo le vicissitudini di inizio settembre, avevamo sollecitato la dirigente allo sport ad una maggiore attenzione e apprensione alla causa comunitaria dell’impianto della piscina comunale, dandole il giusto valore e significato. La problematica, però, sembra essere risprofondata nel silenzio e in una preoccupante sufficienza istituzionale. Rimane d’obbligo mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, per il presente e il futuro di tanti cittadini andriesi. Tra l’altro sono ancora impresse nella nostra mente le foto di qualche settimana fa, ovvero del conferimento di un premio ad atleti e istruttori andriesi, per non parlare dei lavoratori e di chi usufruiva dell’impianto anche per esigenze personali come bambini e diversamente abili. Ciò che ci sta a cuore è ribadire che oltre all’impianto esiste un capitale umano da tutelare, ci sono dei cittadini che aspettano, dei cittadini ormai stanchi di una ripetuta e quasi interminabile attesa».