Autonomia differenziata, Marmo: «In Consiglio solo capricci pretestuosi. Forza Italia si batta in modo chiaro»

Autonomia differenziata, Marmo: «In Consiglio solo capricci pretestuosi. Forza Italia si batta in modo chiaro»

La nota del presidente del Gruppo consiliare FI

«I capricci li fanno i bambini, non i politici. E quello che è accaduto ieri in Consiglio regionale, con i consiglieri ‘dissidenti’ del Pd che hanno montato una protesta perché l’Aula non avrebbe vagliato la loro mozione contro l’autonomia regionale, è davvero ridicolo (senza contare che un ordine del giorno, proposto da Forza Italia e altri Gruppi, è stato già approvato mesi fa in Consiglio)». Interviene così, in una nota, il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo.

«Perché? Innanzitutto per una questione di merito: è stato proprio il Partito Democratico, durante il governo Gentiloni, ad avviare il processo che porterebbe all’autonomia differenziata. Quindi, per coerenza, non basta fare gruppi pseudo-distinti dal Pd, ma sempre all’interno del Pd, per distaccarsi politicamente da un progetto che è figlio del loro stesso partito. Poi, c’è una questione di metodo, che dà l’idea di quanto quello di ieri sia stato un capriccio e una forma di strumentalizzazione politica dell’istituzione mirata solo a fare una protesta sterile: esiste la Conferenza dei Capigruppo che, come è noto, si riunisce sempre prima dell’inizio dei lavori dell’Aula per decidere il calendario e l’ordine del giorno, e prima ancora dovrebbe esserci un rapporto istituzionale tra capigruppo per decidere insieme e per tempo. In quella sede, ogni capogruppo perora, se necessario, la causa di un provvedimento proposto dai consiglieri del proprio partito. In Conferenza non c’è stata l’unanimità sull’inserimento della mozione nell’ordine del giorno. Ergo, la questione era chiusa, ma hanno preferito fare un po’ di rumore in Aula per accaparrarsi un rigo sui giornali.

Facile. Ora, Forza Italia, a differenza del Pd, può davvero contrastare il progetto autonomista perché non lo ha mai abbracciato e, per di più, la maggior parte del consenso che il nostro partito continua ad ottenere è proprio nelle Regioni del Mezzogiorno che, quindi, vanno sostenute e difese. Ho l’obbligo, perciò, di chiedere al mio partito una posizione chiara e netta, su cui costruire la nostra azione politica, contro il disegno che metterebbe in ginocchio il Sud. Lo dobbiamo fare senza paura, con coerenza e con lealtà nei confronti dei cittadini. Fino ad ora, a parte le iniziative distinte del partito a livello regionale, come la mobilitazione organizzata da noi in Puglia, è mancata un’attività incisiva a livello nazionale. Mi auguro e chiedo che si cambi registro, per il bene del Sud ma anche di Forza Italia».