Tragedia Bari-Nord, Astip: «Dimenticati i nostri morti, Conte ci ha delusi»

La nota della presidente Daniela Castellano: «Non ci devono lasciar soli»

«Lancio un appello ai nostri ministri, in primis al ministro Bonafede che si ricorda esclusivamente del brutto evento di Viareggio, e al ministro Di Maio, che puntualmente ricorda solo ed esclusivamente un altro evento purtroppo catastrofico per l’Italia, il ponte Morandi e le sue 43 vittime. Ahimè non vedo nessuno che si ricordi, ogni tanto, delle nostre vittime, di una strage del Meridione, uno scontro frontale tra due treni che non viene mai ricordato da nessuna istituzione: dai governi precedenti, quelli di Renzi e Gentiloni, e purtroppo anche da Conte. Questi ci ha deluso moltissimo».

Lo dice all’Adnkronos Daniela Castellano, portavoce della principale associazione dei familiari delle vittime della tragedia ferroviaria del 12 luglio del 2016 (Astip) quando si scontrarono ad alta velocità due convogli che procedevano in senso opposto nel tratto a binario unico delle Ferrovie Bari-Nord, tra Andria e Corato, gestito in concessione da Ferrotramviaria, causando la morte di 23 persone e il ferimento di una cinquantina. Venerdì prossimo ricorre il terzo anniversario del disastro mentre il processo davanti al Tribunale di Trani riprenderà il 18 settembre, dopo un inizio stentato e irto di difficoltà, tra cui la ricusazione del precedente collegio e la sostituzione con uno nuovo.

«Noi abbiamo incontrato Conte a Bari ad aprile – aggiunge Castellano – avevamo fatto delle richieste ben precise. Purtroppo dopo è subentrato il silenzio, non hanno più risposto. Non esistono morti di serie A e morti di serie B – protesta con amarezza – secondo me le stragi italiane dovrebbero aiutare le istituzioni a legiferare di più, proprio per la sicurezza del cittadino comune. Però devono smetterla di fare queste distinzioni nette soprattutto nei riguardi dei familiari. Sentiamo le notizie dei ministri che vanno a trovare i familiari delle altre stragi, da noi non è venuto nessuno con cui parlare. Siamo soli. Su Conte ci siamo illusi. Mi dispiace ma non possiamo dire che sia diverso dagli altri premier. Non ci devono lasciare da soli».