Agguato in villa, intensificazione dell’attività investigativa e rafforzamento del controllo

Strettissimo riserbo degli inquirenti: informativa alla DDA di Bari

Intensificazione dell’attività investigativa, rafforzamento del controllo e dei servizi di prevenzione con più uomini a disposizione per la Città di Andria. E’ la risposta, in questo caso dello Stato, al termine del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunitosi ieri in Prefettura a seguito di quanto accaduto nella serata di lunedì nella città federiciana. L’agguato, in villa comunale, che ha visto l’uccisione del 40enne pregiudicato Vito Griner, e si inquadrerebbe nella rottura degli equilibri tra clan rivali, impegnati nel controllo del traffico degli stupefacenti nella zona. E’ quanto trapela dallo strettissimo riserbo delle indagini che potrebbero presto passare alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, informata nell’immediatezza di quanto accaduto, considerate le modalità dell’agguato: a sparare due persone, incuranti della presenza nella zona di molta gente, compresi bambini.

Diversi i colpi di pistola esplosi, dei quali tre hanno raggiunto il 40enne, morto poco dopo il trasporto al pronto soccorso del ‘Bonomo’ di Andria; uno ha, invece, ferito all’addome Nicola Lovreglio, 39 anni anche lui vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Operato nella notte di lunedì, le sue condizioni restano stabili all’interno del reparto di rianimazione dell’Ospedale “Dimiccoli” di Barletta anche se secondo i medici non sarebbe in pericolo di vita. Vito Griner, tornato in libertà da qualche mese, è il fratello del più noto Filippo, personaggio di spicco della criminalità andriese, arrestato a Trani nel gennaio 2013 dopo un lungo periodo di latitanza e attualmente detenuto in seguito a diverse condanne. Ad occuparsi degli atti urgenti tra i quali l’autopsia sarà la Procura ordinaria di Trani, competente per territorio, anche se del caso, come detto, è stata già informata la Dda barese. Al comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato d’urgenza ieri in Prefettura ha preso parte anche un delegato della Procura di Trani, la pm Silvia Curione. Dall’incontro è comunque emerso che “nella consapevolezza della gravità dell’evento delittuoso verificatosi, la situazione dell’ordine e sicurezza pubblica a livello locale non assume – si legge nella nota diffusa dal Palazzo del governo – carattere di allarme sociale”. Resta tuttavia la paura in città con le lancette del tempo inevitabilmente tornate indietro di molti anni.