Cooperative sociali andriesi, Zinni: «Un disastro per le fasce deboli, Giorgino ci metta la faccia»

Cooperative sociali andriesi, Zinni: «Un disastro per le fasce deboli, Giorgino ci metta la faccia»

La nota del consigliere regionale: «L’ex amministrazione fa finta di non saper nulla»

«Ecco quello che sta succedendo ad Andria con le cooperative sociali». Inizia così il post del consigliere regionale Sabino Zinni che torna a parlare della spigolosa situazione nella città federiciana.

«Immaginate che voi abbiate fatto un lavoro per qualcun altro pattuendo un compenso di 1000 euro. Questo compenso sono passati 3 anni e non vi è mai stato dato. Oggi quello a cui avete fatto il lavoro viene da voi e vi dice che se volete vi dà 800 euro, 400 subito e gli altri 400 a rate in 5 anni. Però dovete firmare che rinunciate a interessi, commissioni, penali, rivalutazioni. Inoltre questo che vi deve i soldi conclude dicendo che se non accettate poi può solo andare peggio: non più 200 euro in meno ma magari 500, non più 5 anni di rate, ma chissà quanti. Ad Andria quello che deve i soldi è il Comune, chi deve averli sono le cooperative sociali. E a queste cooperative quei soldi servono non per andare in vacanza, ma per pagare gli stipendi ai dipendenti e tirare avanti».

«Ci hanno chiesto continuamente sacrifici in questi anni ed ora ancora altri sconti. Una situazione di disastro che non vede ancora nessun responsabile e che invece fa pagare alle fasce più deboli – ha commentato don Geremia Acri, responsabile di una di queste cooperative».

«Io sono d’accordo con lui: la cosa più scandalosa in tutto questo è che Giorgino e la sua ex maggioranza adesso facciano finta di non saperne niente. Vanno in tv a fare gli splendidi proiettati verso la loro futura carriera politica, come se non siano loro la causa di queste lacrime che la città sta versando. Allora avrei una proposta: Giorgino mettici la faccia! La scorsa settimana si è presentato in un collegio docenti a spiegare ai professori che i progetti di quella scuola sarebbero andati avanti, la stessa cosa può fare adesso. Presentarsi davanti alle cooperative e spiegare come mai ora si ritrovano messe davanti a questo ricatto».