Marmo a Giorgino: «Un falso borghese che ha condotto Andria al dissesto»

Continua l’acceso botta e risposta dopo la caduta dell’Amministrazione

Continua il botta e risposta tra Nino Marmo e Nicola Giorgino con il consigliere regionale che attacca nuovamente l’ex sindaco.

«Caro ex sindaco,
premesso che non ho mai percepito un euro dal comune di Andria, non provo alcuna vergogna per la mia lunga militanza politica e se ancora oggi ricevo, forse generosamente, il consenso di una parte dell’elettorato probabilmente è perché ho sempre operato, o almeno ci ho provato, nell’esclusivo interesse della mia comunità di riferimento.

Ho amministrato con onore, per sei anni, da assessore regionale, prima alla formazione e poi all’agricoltura, con impegni pesantissimi, percependo quello che la legge assegnava a chiunque avesse ricoperto tale incarico: nulla ho sottratto alle tasche dei cittadini. Tu, invece, tuo malgrado, le mani in quelle tasche ce le stai mettendo, avendo condotto la città ad un dissesto finanziario senza precedenti.

Sono sempre stato eletto “per mano” degli elettori e non capisco di cosa possa lamentarti Tu che pure nel 2005 provasti a candidarti alla Regione ricavandone una sonora bocciatura. Tentasti, nel 2008, di essere eletto alla Camera dei Deputati nella lista bloccata dell’UDC … ma anche in quella circostanza il riscontro delle urne fu negativo. Ho energicamente “accompagnato” la Tua candidatura a sindaco di Andria, vincendo alcune legittime resistenze dell’epoca, ma questo purtroppo é il risultato.

Ti occupi delle mie indennità, Tu, proprio Tu, che hai rincorso ed assommato avidamente cariche su cariche: non ti bastava quella di sindaco, eri un talento sprecato in questa piccola città! E adesso … adesso provi a salire sul cavallo piazzato della Lega, perchè in politica hai sempre prediletto le scorciatoie.

Non ho mai richiesto il sostegno economico di alcuno, in nessuna circostanza. Non ho mai subito il fascino di imprenditori pronti a sostenermi a … futura memoria. Tutt’altro, ho sempre cercato di muovermi nella massima trasparenza e nel rispetto del mandato elettorale conferitomi.

Nutro profondo rispetto per la borghesia operosa e per i lavoratori che hanno ricostruito l’Italia; i falsi borghesi invece, quelli di più alto lignaggio, hanno spesso seminato invidia e odio, proprio come oggi stai facendo Tu a piene mani.

C’è modo e modo di lasciare la scena e Tu, credimi, hai scelto la maniera peggiore. Perchè le argomentazioni basse e volgari che hai usato nei miei confronti e nei confronti del mio gruppo danno all’intera cittadinanza l’esatta misura umana, prima ancora che politica, della Tua persona.

Certo ti sei affrettato a rassicurare tutti che il tuo impegno politico non è esaurito. Ne prendiamo atto e ce ne faremo una ragione. Ognuno per la sua strada, certo, purchè cali definitivamente e silenziosamente il sipario su questa infelice rappresentazione.

Domani è un altro giorno. Per Andria. Per fortuna».