Scamarcio al cinema con “Lo Spietato”: «Mi ispiro a tipi loschi della mia Andria»

Scamarcio al cinema con “Lo Spietato”: «Mi ispiro a tipi loschi della mia Andria»

Il film uscirà nelle sale il prossimo 8 aprile e poi sarà installato su Netflix

Tra pantaloni a zampa d’elefante, mangiadischi, Lamborghini e telefoni a gettoni che condiscono inseguimenti, rapimenti, rapine e sparatorie da film polizieschi anni Ottanta, l’8 il 9 e il 10 aprile esce come evento al cinema, per poi installarsi nella piattaforma Netflix dal 19 aprile “Lo Spietato”, interpretato da Riccardo Scamarcio, nei panni di Santo Russo, gangster senza scrupoli ma che suscita simpatia.

Una gangster comedy, così ha definito il suo film dopo l’anteprima il regista Renato De Maria, che ha puntato a divertirsi “non solo da regista ma anche da spettatore” ricreando i suoi anni Ottanta vissuti nell’hinterland milanese. Prodotto da Bibi film con Rai Cinema il film, costato 4 milioni di euro, girato a Milano in sei settimane e che Netflix distribuirà in 190 Paesi, è ambientato nella inebriante “Milano da bere” degli anni Ottanta ed è liberamente ispirato a ‘Manager calibro 9’ il libro di Luca Fazzo e Piero Colaprico.

Racconta, romanzandola, vent’anni di malavita a Milano attraverso la storia vera del pentito della ‘ndrangheta Saverio Morabito, oggi in un programma protezione. Nel film Morabito si chiama Santo Russo, ragazzino calabrese che approda a Milano con la sua famiglia in cerca di fortuna e quindi, dopo il carcere minorile, diventa un gangster dalla mentalità yuppie, attratto dai bei vestiti, soldi facili, dal lusso e soprattutto in cerca di riconoscimento sociale. Russo-Scamarcio è dotato di due inseparabili e un pò cialtroni amici e colleghi di rapine e traffici vari accompagnati da scherzi e battute, di moglie calabrese come lui (interpretata da Sara Serraiocco) con cui vive a Buccinasco, ma anche di una raffinata e sensuale amante francese (Marie-Ange Casta, sorella della più famosa Laetitia) con cui ha messo su una lussuosa casa di fronte al Duomo. Per ricreare l’ambientazione e i costumi anni Ottanta De Maria, che nel personaggio della Serraiocco che cuce abiti per bambole si è ispirato a sua madre sartina per bambole a Varese, ha compiuto meticolose ricerche negli archivi di Vogue e di Armani, studiato videoclip rintracciato collezionisti d’abiti d’epoca. La colonna sonora, tutta italiana, è composta, tra l’altro, da brani di Caterina Caselli, Peppino Gagliardi, Tony Dallara e Raf.

Riccardo Scamarcio, che ora sta doppiando il film in inglese sul labiale italiano è cresciuto anche lui a pane e film polizieschi e ha raccontato di non averci pensato neanche un attimo prima di accettare quel ruolo alla “Goodfellas”. «I malavitosi con i macchinoni e gli orologi d’oro al polso – ha spiegato Scamarcio – mi hanno ricordato certi figuri che giravano nella mia Andria. E sempre ad Andria ho imparato a fare i testa-coda con la macchina».