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Piano di riequilibrio, Giorgino: «La mia verità su di una misura che non è una catastrofe»

Il Sindaco in una lunga conferenza stampa: «Per le riscossioni nomino Nino Marmo consigliere delegato»

«Non ci sono catastrofi e non ci sono disastri. Se onestamente si leggono i contenuti del piano non ci sono disastri per la Città di Andria, non ci sono tagli di servizi ma solo rimodulazioni o tempi più lunghi nella partenza. Unico taglio effettivo è quello del contributo alle scuole paritarie per cui il comune contribuiva con 500 euro a bambino per l’asilo nido, ma purtroppo ora non è più possibile sostenere questo costo». Sono parole contenute nella lunghissima conferenza stampa che il Sindaco di Andria, Nicola Giorgino, ha indetto a seguito del piano di riequilibrio approvato durante l’ultimo Consiglio Comunale.

«Anche la città di Lecce ha aderito al piano come Foggia e pare anche Brindisi. Ma in nessuna di queste città vedo disastri o catastrofi. I servizi del settore socio sanitario – come ha voluto specificare il Sindaco – sono tutti riconfermati senza aggravi di costi sui cittadini ma attingendo su fondi ministeriali. La Refezione, invece, partirà appena espletata la gara d’appalto temporanea. E’ chiaro che ci sarà un ritardo ma non è stata eliminata. Ci sarà una compartecipazione praticamente totale con fasce di progressività fiscale. Sino allo scorso anno, invece, c’era un compartecipazione dei cittadini del 26%. Altri aumenti di tariffe a domanda individuale incideranno ma relativamente. Nessun aumento per IMU o TASI mentre per la TARI c’è stato un maggior gettito fiscale quindi il nuovo piano economico potrebbe subire piccolissime variazioni. Nessun aumento per le tariffe dei posteggi del mercato settimanale. Per i libri di testo, infine, ieri firmato il mandato di pagamento come già promesso entro il 30 novembre. Il pagamento è stato regolarmente effettuato alle scuole».

Il Primo Cittadino ha ribadito come fosse stato impossibile prevedere già nel 2010 questa ipotesi di piano di riequilibrio pluriennale perchè non si poteva conoscere l’entità degli oltre 30 milioni di debiti fuori bilancio che nel tempo le sentenze hanno certificato. Il Sindaco ha anche ribadito che l’entrata in vigore dal 2016 del nuovo sistema contabile ha inevitabilmente pesato sul Comune di Andria che prima del 2010 aveva contratto già mutui per circa 80 milioni di euro nei precedenti 8 anni. «Tutti debiti per i quali stiamo ancora pagando rette mensili ed annuali – ha spiegato Giorgino – La mia amministrazione, in questi otto anni, ha contratto solo 11 milioni di euro di mutui e negli ultimi due anni ha raccolto finanziamenti per oltre 18 milioni di euro per grandi progetti che si svilupperanno nei prossimi anni».

Resta la criticità relativa alla riscossione dei tributi. Per questo lo stesso Giorgino ha annunciato la nomina di Nino Marmo, consigliere comunale di Forza Italia, quale consigliere delegato alla riscossione dei tributi: «Avevamo previsto l’esternalizzazione del servizio di riscossione perchè secondo noi poteva esser un momento di rottura con il passato che ha evidenziato questa criticità – ha spiegato Giorgino – Ma avendo accolto, dopo ampia discussione, la scelta di internalizzare totalmente la riscossione è giusto che Forza Italia si metta in campo con il suo massimo rappresentante. Sarà Nino Marmo ad avere piena delega perché ha massima fiducia della amministrazione per cercare di invertire il trend».

Il consigliere Nino Marmo, non presente in conferenza, ha tuttavia appreso proprio pubblicamente di questa nomina visto che non c’è stata precedentemente una comunicazione ufficiale tra i due. «Certamente si poteva fare di più sulla riscossione delle entrate – ha spiegato Giorgino – Si poteva lavorare meglio. Io però sono orgoglioso di aver fatto tutte quelle opere che stiamo realizzando. Andria ha perso 200 dipendenti. Mantenere gli stessi standard non è stato facile. Se comunque non ci sono i presupposti io non esiterò un minuto a farmi da parte. Non si trovino scuse di una mancata condivisione. Tutto quanto fatto è nelle linee programmatiche di mandato. Chi le ha votate non può dire che non ne è a conoscenza».

Il disavanzo per il quale il Piano sarà sottoposto al vaglio della commissione speciale del Ministero degli Interni, è di 36 milioni di euro per i quali si chiedono i 15 anni di rientro. Ora la palla passa proprio a Ministero e successivamente alla Corte dei Conti regionale. Avuti i due ok si potrà accedere al fondo di rotazione che dovrebbe portare al Comune di Andria circa 30 milioni per il ripiano dei debiti. Ma le azioni contenute nel piano, difatto, entrano in vigore sin da subito poichè sono tutte delibere di giunta già operative sul territorio.

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