Home breaking Rifiuti, dal Comune di Andria debito di 16 milioni con l’ARO

Rifiuti, dal Comune di Andria debito di 16 milioni con l’ARO

Coratella e Faraone (M5S): «Sanzioni irrisorie all'azienda e 13 mesi di ritardo nei pagamenti»

Che la gestione dei rifiuti sia complicata è fatto risaputo ma che la gestione diventi un problema quasi insormontabile è un fatto nuovo. Insormontabile perchè, oltre alle continue proteste per un servizio che ha ancora delle falle nonostante i sette anni di appalto, si palesa all’orizzonte un problema economico di particolar rilievo. Il comune di Andria, infatti, deve all’ARO e cioè l’Ambito di Raccolta dei rifiuti che comprende anche i comuni di Canosa, Spinazzola e Minervino, poco più di 16 milioni di euro e cioè poco più del costo intero di un anno di attività di raccolta e smaltimento da parte della ditta Sangalli. Di conseguenza la stessa ARO non riesce a pagare i fornitori nei tempi e nelle modalità previste con decreti ingiuntivi e ritardi nei servizi. E’ la denuncia, corroborata da vari documenti, fatta dal Gruppo Consiliare di Andria del Movimento 5 Stelle con in testa il capogruppo Michele Coratella ed in particolare dalla consigliera Doriana Faraone che è anche componente per le opposizioni della stessa ARO.

«Il comune dovrebbe esser messo in mora dall’ARO – ha detto Michele Coratella ai nostri microfoni – se il debito è così corposo come dimostrano i documenti in nostro possesso e presentati oggi, lo stesso Ambito di Raccolta dovrebbe richiedere rapidamente il pagamento al Comune di Andria. Le domande su questa vicenda sono molteplici. A partire da dove sono finiti i soldi che i cittadini stessi hanno versato per la TARI e che dovrebbero aver coperto per intero il costo del servizio, per arrivare proprio al perchè l’Aro non abbia ancora proceduto contro il Comune di Andria visto che il debito è pari a circa il 90% della situazione debitoria stessa dell’Ambito. Sino ad arrivare – ha ricordato lo stesso Coratella – alla possibilità che, per esempio, i servizi siano decisamente più scadenti e magari l’Isola Ecologica è chiusa da un mese proprio perchè i fornitori potrebbero non voler più ritirare le varie tipologie di rifiuti». Insomma un pasticcio quello denunciato dai pentastellati che rilanciano una vecchia battaglia e cioè quella del conflitto d’interesse per il Sindaco di Andria, Nicola Giorgino, che è anche Presidente dell’ARO BT: «Secondo noi, pur essendo consentito dalla legge – ha ricordato Coratella – ci può essere conflitto di interesse soprattutto quando poi si deve agire tra un’ente e l’altro come in questo caso».

Da segnalare, anche, un decreto ingiuntivo da parte di Amiu Trani nei confronti dell’ARO per il trasporto di rifiuti da circa 2 milioni e 600 mila euro oltre ad una lettera di diffida da parte della Manduria Ambiente dove terminano i rifiuti indifferenziati del Comune di Andria. In più, l’accusa del Movimento 5 Stelle, è alla mancata erogazione di multe e sanzioni alla ditta appaltatrice, la Sangalli, rispetto ad inadempienze contrattuali: «Tre sole multe sono state elevate dalla Città di Andria – ha detto Doriana Faraone, Consigliere comunale – per un giorno di mancata pulizia al mercato ortofrutticolo da 2500 euro, per la mancata operatività del numero verde da ottobre 2016 da 2000 euro e per la mancata realizzazione e stampa della carte dei servizi ai cittadini di 300 euro. Quest’ultima è una recidiva perchè sia a febbraio 2015 che a febbraio 2017 il documento non è stato stampato e quindi potrebbero esser applicate sanzioni raddoppiate come scritto nell’articolo 12 del contratto». A Canosa (amministrazione 5 Stelle di Morra), hanno ricordato i due rappresentanti pentastellati, sono state erogate sanzioni per 400 mila euro in soli due mesi. Una denuncia che i due consiglieri comunali si augurano possa esser solo il primo passo per trovare soluzioni concrete.

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