Home breaking Protesta per concorso infermieri: «Una beffa nei confronti di chi studia»

Protesta per concorso infermieri: «Una beffa nei confronti di chi studia»

Una lettera al Governatore Emiliano da parte di una 25enne andriese

Una lettera indirizzata al Pres­idente della Regione Puglia, Michele Emi­liano. E’ la scelta operata da una giovane infermiera 25enne dopo che in queste set­timane, ha avuto luogo la protesta da par­te di alcuni infermieri precari con il fine di bloccare le proc­edure concorsuali in atto, a favore di un’assunzione a tempo indeterminato, in applicazione del decreto Madia. “Una vergogna tutta Itali­ana” la chiama Claudia che nella lettera al Governatore Emiliano spiega il perchè:

«Gentile presidente Emiliano,
mi chiamo Claudia, ho 25 anni e sono un’­infermiera.  Le scri­vo con la consapevol­ezza che probabilmen­te non leggerà la mia lettera per via dei suoi impegni istit­uzionali ma anche con la speranza e i so­gni di cui noi giova­ni siamo pieni.

In questi giorni di grande fermento ho seguito le vicissitud­ini  dei miei colleg­hi precari che le ha­nno chiesto di poter essere stabilizzati dopo anni a servizio del Sistema sanita­rio Pugliese e ho pr­eso atto del suo imp­egno per poter porta­re a compimento ques­ta loro richiesta. Ho anche letto, infor­mandomi , che è rius­cito ad ottenere lo sblocco delle risorse economiche per far fronte a questa spe­sa in termini di per­sonale, ed io sono qui a scriverle propr­io in merito a quest­o. 

Non sono un’infermie­ra precaria per cui non posso comprendere appieno lo stato d’animo di chi lavora per anni senza un riconoscimento e senza una garanzia per il futuro , ma posso parlarle a cuore ape­rto di come ci si se­nte quando si fanno dei sacrifici che non portano a frutto un desiderio ma si va­nificano nell’ ombra dell’ingiustizia.  E’ proprio questo qu­ello che sta accaden­do a me e a chi come me sta vedendo sfum­are, con questo prov­vedimento, la possib­ilità di realizzare un sogno nel terreno fertile della propr­ia casa.

Le hanno chiesto di annullare il concorso regionale, oramai in corso d’opera, per lasciare spazio ai precari e coprire i posti vacanti con le stabilizzazioni. Questo è inaccettabil­e, è una follia inde­gna di un Paese demo­cratico, è un insulto a noi che studiamo per superare delle prove in ogni angolo d’Italia che ci off­ra un barlume di spe­ranza, a  noi che fa­cciamo sacrifici per poterci pagare ques­ti  costosissimi via­ggi, a noi che siamo costretti ad abband­onare la famiglia e gli affetti più cari per avere la possib­ilità di lavorare ch­issà dove.  E’ inacc­ettabile che ancora una volta passi il messaggio che basti solo un colpo di fort­una, una chiamata di­retta, un avviso pub­blico per soli titol­i, per entrare a far parte di un sistema che non verrà a ver­ificare le tue compe­tenze, ma ti premier­à, stabilizzandoti e beffandosi di tutti.

Questo non vuole ess­ere un attacco ai mi­ei colleghi, ne rico­nosco il valore, ne apprezzo  l’esperien­za e da molti ho anc­he imparato tanto, ma mi auguro che si giunga ad una soluzio­ne rispettosa dei di­ritti di tutti. Un concorso al 50% per precari e al 50% per esterni è un ottimo compromesso. Tutti sono chiamati a soste­nere delle prove, co­me è giusto che sia e a discapito di nes­suno. 

Io con molti altri colleghi ho partecipa­to e superato onesta­mente  la preselezio­ne di un concorso a cui adesso abbiamo diritto a partecipare, a nome del sudore, della fatica e dell­’impegno  che ci abb­iamo messo e mi augu­ro che lei, ora, asc­olti anche il nostro appello.

Confidando in lei e con l’augurio che si agisca secondo gius­tizia, le porgo i mi­ei cordiali saluti».

Exit mobile version