«Quanto è avvenuto, in quella tragica mattina del 12 luglio lascia tutti sgomenti. Il dolore che ha segnato le famiglie delle vittime merita rispetto e cordoglio nonché l’impegno a fare piena luce sull’accaduto. Avrete appreso che io stesso, come persona informata sui fatti, sono stato ascoltato in Procura dai magistrati responsabili dell’inchiesta ed a loro ho fornito tutti i chiarimenti e le informazioni utili alle indagini mettendo a disposizione la relativa documentazione. La Regione ha sempre avuto la dovuta attenzione per la questione sicurezza, certo nei limiti della propria competenza atteso che la legge riserva allo Stato la competenza e la verifica delle condizioni di sicurezza della circolazione ferroviaria». Sono le parole che hanno introdotto la relazione dell’Assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini durante il Consiglio regionale monotematico svoltosi ieri pomeriggio.
La Puglia, ha ricordato lo stesso Giannini, è tra le 4 regioni insieme a Toscana, Emilia Romagna e Lombardia ad aver investito, i primi 83 milioni di euro per la realizzazione di interventi per la sicurezza ferroviaria. «Come previsto dal Piano attuativo del PRT, questi interventi saranno completati con la prossima programmazione – ha detto ancora Giannini – Abbiamo necessariamente dovuto riprogrammare gli interventi poichè, a fine 2013, valutati i vincoli temporali di realizzazione della spesa (31.12.2015) ci siamo resi conto che la Ferrotramviaria non sarebbe riuscita a completare gli interventi programmati. Ricevute le proposte dei concessionari ed in particolare di FNB, valutata la maturità e la compatibilità dei cronoprogrammi con i tempi della programmazione in corso, sono stati ammessi a finanziamento per FBN tre interventi sulla sicurezza per un importo complessivo di € 20.500.000,00. I tre interventi sono stati l’attrezzaggio di 12 elettrotreni, la SCMT Bitonto Ruvo e adeguamento stazioni con telecomando da ACCM di Fesca” e “SCMT tratta Bari-Fesca/Fesca Bitonto Via Palese/Fesca Bitonto Via Aeroporto”».
Poi una lunga cronistoria di leggi e norme che in questi anni, hanno complicato ancor di più il quadro normativo. Ma lo stesso Giannini si è soffermato, in particolare, sul D. Lgs. 43/2011, all’art. 27 comma 4 che ha previsto come «per le reti regionali per le quali non risultano completati gli adeguamenti tecnologici si possa continuare ad operare senza certificato di sicurezza e che in tal caso il direttore di esercizio è responsabile di tutti gli obblighi di legge di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980 n. 753».
In sostanza la sicurezza, in attesa della fine dei lavori, è demandata in campo esclusivamente alla società, in questo caso Ferrotramviaria. «Per queste fattispecie, ricordo che il contratto di servizio vigente, specifica che la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’infrastruttura e del materiale rotabile, atta a garantire condizioni di sicurezza nell’espletamento del servizio, resta in capo alla società».
