Secondo appuntamento con l’esperto per valutare i rischi e tutte le questione annesse e connesse ai terremoti nel territorio del nord barese. Nuovamente parola al geologo, per un approfondimento, questa volta, dell’attività di prevenzione rispetto al rischio sismico. «Nel 2008 furono emanate le norme tecniche sulle costruzioni – dice il geologo Riccardo Losito – quindi tutte le costruzioni che sono state costruite dal 2008 dovrebbero essere adeguate sismicamente rispetto alla zona sismica in cui il territorio si trova. Andria e la maggior parte della BAT si trovano in zona 3, quindi tutte le costruzioni nel momento in cui si devono realizzare devono esser adeguate sismicamente, in termini di profondità del piano adiposo, in termini di dimensione delle fondazioni, di quantità di calcestruzzo e ferro alle norme presenti. Diverso il discorso – dice ancora Losito – per i fabbricati datati e cioè quelli del ‘700 o dell’800 ma anche dei fabbricati del primo decennio del secolo scorso. Molti di questi fabbricati presentano un grosso punto interrogativo rispetto alla loro staticità soprattutto se dovesse arrivare un sisma. C’è un problema di fondo rispetto a questi fabbricati non rispetto ai nuovi e cioè da quando il quadro sismico italiano è stato vincolato grazie all’opera dell’INGV».
Particolare rilevanza, dunque, assume proprio la figura del geologo stesso che troppo spesso viene ignorato in fase di pianificazione del territorio per poi esser ascoltato solo dopo catastrofi come quella appena avvenuta nel centro Italia. «Bisogna prima conoscere il territorio e la vulnerabilità del territorio per capire quali strutture io posso installare in quel territorio – dice Losito – ed è questo il compito del geologo. Geologo che deve esser chiamato anche per approntare le carte geologiche documento base dal quale si parte. Pensi un po’ che più dell’80% del territorio pugliese è coperto da una carta geologica a scala 1:100.000. C’era un progetto che è stato sospeso per mancanza di fondi per carte geologiche 1:50.000».
La Regione Puglia ha un ufficio specifico con un servizio di geologia, un ufficio che, tuttavia, è tristemente vuoto rispetto a regioni come l’Emilia Romagna dove i geologi operano a pieno regime in affiancamento alla programmazione territoriale degli enti con monitoraggi costanti e la realizzazione costante della cartografia. «Questo è assolutametne auspicabile quando si vuole parlare di prevenzione e cioè bisogna conoscere il territorio ed una delle figure essenziali per la conoscenza del territorio è senza dubbio il geologo».
