Referendum Costituzionale, Sinistra Italiana per il “NO”

Referendum Costituzionale, Sinistra Italiana per il “NO”

Il 26 maggio alle 19.30 presso Persepolis le ragioni del comitato

Giovedì 26 maggio alle ore 19.30, presso Persepolis – Libri e Caffé (Via Bovio, 81 – Andria), Sinistra Italiana organizza un incontro/dibattito sulle ragioni del “No” al Referendum previsto per ottobre sulle modifiche alla Costituzione italiana varate dal Governo Renzi. All’incontro interverranno il prof. Ugo Villani, docente di Diritto Internazionale Università degli Studi di Bari, e Nico Bavaro, Sinistra Italiana Puglia.

Le ragioni del “No” sono spiegate in una nota di Sinistra Italiana: «Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso. La cancellazione della elezione diretta dei senatori, la drastica riduzione dei componenti, lasciando immutato il numero del deputati, la composizione fondata su persone selezionate per la titolarità di un diverso mandato (e tratta da un ceto politico di cui l’esperienza dimostra la prevalente bassa qualità) colpiscono irrimediabilmente il principio della rappresentanza politica e gli equilibri del sistema istituzionale. Non basta l’argomento del taglio del costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, smentito dal complesso e farraginoso procedimento legislativo, e da un rapporto stato-Regioni che solo in piccola parte realizza obiettivi di razionalizzazione e semplificazione, determinando per contro rischi di neo-centralismo.

Il vero obiettivo della riforma – si legge nella nota – è lo spostamento, dunque, dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo. Ne è soprattutto prova, la sinergia con la legge elettorale “Italicum”, che aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del senato, l’indebolimento radicale della rappresentatività della camera dei deputati».