Sgominato clan “Pistillo-Pesce” dedito al traffico di droga: 27 ordini di esecuzione pena

Gli imputati dovranno scontare in totale 246 anni di reclusione

In totale sono quasi 250 anni di carcere per le 27 persone che questa mattina all’alba hanno ricevuto la notifica degli ordini di esecuzione pena, eseguiti da Polizia di Stato e Carabinieri ad Andria ed emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari. Completamente disarticolato il clan Pesce-Pistillo, sodalizio criminale armato, che negli scorsi anni aveva monopolizzato il territorio per il traffico di sostanze stupefacenti. Circa la metà degli arrestati di oggi era a piede libero. Le pene che variano dai 30 anni di Francesco Pistillo ad un anno e due mesi di Vincenzo Lovreglio, sono state rese definitive dalla Suprema Corte di Cassazione. Le attività investigative, invece lo ricordiamo, si sono concluse il 7 febbraio 2014 con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli esponenti di vertice ed i fiancheggiatori proprio del clan “Pesce- Pistillo”.

Stamane la conferenza stampa congiunta in Questura a Bari, al termine di un ultimo tassello mancante per una complessa indagine svolta negli anni scorsi dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri e che ha permesso di ricostruire minuziosamente le attività illegali del gruppo criminale organizzato prevalentemente su base familiare. Il gruppo dedito negli anni stabilmente al traffico illecito di sostanze stupefacenti, mediante acquisto di congrue scorte (dell’ordine di uno o più chili per tipo di sostanza), ripartizione in dosi così dette “da strada” e rivendita al minuto agli utilizzatori finali nel territorio della città di Andria. L’associazione operava prevalentemente nella zona del quartiere popolare San Valentino e nella parte antica della città, piazza Manfredi.

Il gruppo si sarebbe strutturato a partire dall’anno 2004 per iniziativa e volontà proprio di Francesco Pistillo il quale, pur detenuto per gravi fatti di sangue a partire dall’anno 2000 (condannato irrevocabilmente per l’omicidio dell’ex boss Agostino Pastore), avrebbe fatto valere la sua autorità e preminenza gerarchica tramite i suoi familiari rimasti a piede libero. L’associazione operava mediante il procacciamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti finanziato mediante la creazione di una cassa comune; il controllo, anche con l’uso delle armi e con la forza intimidatrice derivante dal numero e dalla personalità delinquenziale dei componenti del gruppo organizzato, di zone territoriali della città di Andria dove esercitare in maniera esclusiva l’illecita cessione al minuto di tali sostanze. La successiva formazione di squadre per lo spaccio al minuto, dotate di mezzi di trasporto e di comunicazione e con ripartizione di compiti tra coloro che detengono e cedono materialmente la droga, coloro che raccolgono i proventi illeciti e coloro che vigilano sulla zona di spaccio in qualità di vedette le quali, attrezzate di efficienti apparati ricetrasmittenti, assicuravano protezione da eventuali azioni di contrasto delle Forze dell’Ordine; la tenuta di una accurata contabilità dei costi e degli introiti, con controlli incrociati tra i principali esponenti dell’associazione, allo scopo di assicurare una equa ripartizione dei proventi illeciti, nonché la corresponsione di quote di profitto anche ai promotori ed ai soci che si trovavano in stato di detenzione.

L’indagine partì nel 2011 dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia ai vertici della consorteria criminale ed in particolare i cugini dei fratelli Pistillo e permisero nel tempo anche numerosi sequestri sia di sostanze stupefacenti che di diversi fabbricati e beni di diversa natura.

Questi i nomi dei 27 arrestati e la pena da scontare:
– BERNOCCO Savina di anni 42, anni 5 di reclusione;
– CAFIERI Leonardo di anni 46, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
– CAFIERI Rosa di anni 45, anni 3 e mesi 1 di reclusione;
– DI TRANI Addolorata di anni 58, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– FORESTI Paolo di anni 36, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
– FORTUNATO Francesco di anni 55, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– LASORSA Francesco di anni 37, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– LOCONTE Felice di anni 44, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– MERRA Antonio di anni 35, anni 12 e mesi 6 di reclusione;
– MERRA Riccardo di anni 41, anni 6 di reclusione;
– PIGNATARO Antonio di anni 34, anni 24 e mesi 8 di reclusione;
– PISTILLO Annarita di anni 39, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
– PISTILLO Francesco di anni 45, anni 30 di reclusione;
– ASSELITI Angelo di anni 45, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
– DELL’ENDICE Pietro di anni 35, anni 8 e mesi 8 di reclusione;
– DI CEGLIA Giuseppe di anni 50, anni 6 di reclusione;
– DI CEGLIA Lorenzo di anni 46, anni 4 e mesi 4 di reclusione;
– LASORSA Savino di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– LOVREGLIO Vincenzo di anni 35, anni 1 e mesi 2 di reclusione;
– MATERA Michele di anni 40, anni 7 e mesi 6 di reclusione;
– NOVELLI Camillo di anni 43, anni 3 e mesi 4 di reclusione;
– PESCE Salvatore Alessandro di anni 35, anni 13 e mesi 4 di reclusione;
– PIARULLI Riccardina di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
– PISTILLO Vincenzo di anni 47, anni 3 di reclusione;
– SMAANI Tarek, nato in Algeria di anni 49, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
– PORRO Saverio di anni 30, anni 6 di reclusione;
– RELLA Riccardo di anni 45, anni 8 e mesi 9 di reclusione.