Igiene pubblica e sicurezza, Confcommercio: «Bene le ordinanze, rammaricati per non essere stati coinvolti»

Igiene pubblica e sicurezza, Confcommercio: «Bene le ordinanze, rammaricati per non essere stati coinvolti»

La nota della Confederazione andriese: «Costituiamo tavolo di concentrazione»

«Nelle ultime settimane abbiamo registrato l’entrata in vigore di alcune ordinanze che mirano a salvaguardare l’igiene pubblica e la sicurezza, specie nelle zone a maggiore concentrazione di
giovani e avventori in genere». Interviene così, in una nota, Confcommercio Andria.

«Come Confcommercio Andria – si legge – non possiamo che essere lieti dell’attenzione riverberata nei confronti di problematiche a cui la cittadinanza è sicuramente sensibile, miranti peraltro ad instillare nella
popolazione quel senso civico che troppo speso viene a mancare. Ci rammarica, tuttavia, non essere stati coinvolti nella fase che ha preceduto l’adozione dei citati provvedimenti. Sia per lo spirito di collaborazione sempre fornito alle Amministrazioni di ogni colore politico, sia per la scarsa attenzione prestata alle problematiche degli operatori commerciali, che dalle ordinanze sembrerebbero essere i colpevoli dell’inciviltà dei cittadini-avventori.

Nell’ottica di collaborare fattivamente al miglioramento della sicurezza e dell’igiene, in un momento peraltro di sfavorevole congiuntura economica, invitiamo gli organi politici preposti a sospendere solo temporaneamente l’efficacia delle ordinanze ed alla rapida e tempestiva costituzione di un tavolo di concertazione/consultivo che tenga in considerazione le istanze di tutte le componenti sociali (incluse le attività commerciali ed i pubblici esercizi), al fine di addivenire a provvedimenti condivisi che sarebbero sostenuti da tutti e, allo stesso tempo, non vadano a mortificare gli investimenti e l’abnegazione di tutti quegli operatori che quotidianamente offrono servizi ai cittadini.

Il continuare a perorare istanze di alcune componenti della società, trascurando quelle di altre, specie degli operatori commerciali, rischia di avvilire definitivamente lo spirito di impresa e di accelerare la fase di declino dell’ economia del centro storico andriese, già avviatasi da due anni a questa parte, vedi chiusure estive di tanti pubblici esercizi per la migrazione della clientela verso Trani e Barletta».