Rapina ed estorsione aggravata: nei guai tre giovanissimi andriesi

Un 19enne è finito ai domiciliari, due minorenni in una struttura penitenziaria

Sono stati arrestati ad Andria, dalla Polizia di Stato, due minori di 16 e 17 anni, ritenuti responsabili di rapina aggravata ed estorsione. Nei giorni precedenti, per gli stessi fatti, era stato assicurato alla giustizia Vitolano Antonio Vito, 19enne andriese con precedenti di polizia, individuato quale persona maggiorenne del gruppo, sottoposto alla misura della custodia domiciliare.

Le indagini, condotte dai poliziotti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, hanno consentito di appurare che i due minorenni, in collaborazione con il 19enne si sarebbero resi responsabili di due episodi di aggressione, avvenuti nello scorso mese di febbraio.

Il primo, verificatosi all’interno di un locale adibito a distribuzione automatica di alimenti e bevande, dove i tre hanno preteso che altri tre ragazzi, di cui due minorenni, pagassero al loro posto per l’erogazione di alcune birre. Dopo il netto rifiuto, i tre hanno versato per terra il contenuto delle bibite che le vittime avevano già acquistato e hanno lanciato loro contro una bottiglia, senza colpirli. Poco dopo, inoltre, i tre aggressori hanno versato della birra sul capo e sui vestiti dei malcapitati, fatti bersaglio anche di sputi, ed uno dei due minorenni arrestati avrebbe tentato di sottrarre con violenza una banconota che una delle vittime custodiva tra le mani.

Un secondo episodio, si è verificato in una via del centro cittadino e il gruppo di giovani armato di piccozze e bastoni, hanno accerchiato una persona e l’hanno minacciata, mostrandogli un coltello, costringendola a consegnare la somma di denaro che custodiva nel portafoglio e alcune carte di credito.

La visione dei “frame” degli apparati del sistema di videosorveglianza presenti in zona e l’attività d’indagine condotta dai poliziotti hanno consentito di identificare i tre ragazzi, autori dei due episodi criminosi. Al termine delle formalità di rito, il maggiorenne è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre i due minorenni sono stati collocati in una struttura penitenziaria per minori.