Tari 2017, ricerca de Il Sole 24 Ore: «Aumenti a doppia cifra per alcune tipologie di imprese»

Tari 2017, ricerca de Il Sole 24 Ore: «Aumenti a doppia cifra per alcune tipologie di imprese»

Lo scorso anno redistribuzione in alcuni comparti. Più alte in Puglia le aliquote negli altri capoluoghi

Finita la sbornia elettorale si torna a parlare di questione pratiche ed arriva il momento della TARI, la tanto bistrattata e temuta imposta sui rifiuti solidi urbani. Ed è una ricerca de Il Sole 24 Ore, pubblicata ieri sul giornale economico italiano, a scattare una fotografia della situazione delle imprese anche per la Città di Andria. La classifica, infatti, stilata da Ref Ricerche analizzando i dati dei capoluoghi di provincia con oltre 50mila abitanti, vede il comune federiciano in testa in Italia alla specialissima graduatoria degli aumenti per le imprese nell’anno 2017 in termini percentuali. In particolare sono stati analizzati solo quattro comparti a partire dalle strutture ricettive, parrucchieri, ortofrutta e supermercati.

Per queste tipologie di utenze non domestiche, tuttavia, nello scorso anno vi fu proprio una redistribuzione delle aliquote che subirono profonde modifiche restando comunque immutato il monte totale della TARI stessa. In pratica in alcuni comparti vi furono aumenti mentre in altri delle diminuzioni rispetto all’anno precedente. Per la Città di Andria vi sono aumenti rispettivamente del +28,2% rispetto al 2016 con 4,08 euro a metroquadro per gli alberghi, +35,8% per i parrucchieri che pagheranno 6,03 euro a metroquadro, per gli ortofrutticoli con un aumento del 25,5% e 20,73 euro a metroquadro e per finire ai supermercati con un +45,1% ed 8,45 euro a metroquadro. Una variazione consistente per le utenze non domestiche anche nella Città di Barletta dove si sale del 10,8% per gli alberghi e 3,07 euro, +11,1% per i parrucchieri e 4,27 euro, + 8,5% per gli ortofrutticoli con 21,45 euro e +11,1% per i supermercati con un tariffa di 6,95 euro a metroquadro.

Decisamente più alte, comunque, le aliquote in comuni come Bari, Brindisi, Lecce e Foggia dove le tariffe arrivano anche a 8,97 euro per gli alberghi, 12,53 euro per i parrucchieri, 46,61 euro per gli ortofrutticoli e 17,39 euro per i supermercati. Sui 76 capoluoghi di provincia analizzati, tuttavia, sono circa una trentina i comuni che hanno deciso di applicare delle seppur lievi riduzioni all’imposta mentre in 27 comuni nuovi aumenti come nel caso di Andria e Barletta e nelle restanti 18 aliquote invariate.

La Tari, secondo lo studio, arriva ad incassare circa 9 miliardi di euro ma il problema sta nei criteri che sono in sostanza completamente fuori controllo.