Tragedia Bari-Nord, sit-in di protesta in Regione dell’ASTIP

«Stop alla concessione a Ferrotramviaria e giustizia»

Stop alla concessione per Ferrotramviaria e giustizia rapida per i propri cari. Sono queste in sintesi le motivazioni di un nuovo sit-in di protesta dei familiari delle vittime della tragedia del 12 luglio 2016, che stamane hanno deciso di approdare direttamente in via Capruzzi dove ha sede il Consiglio Regionale pugliese. Guidati dai rappresentanti dell’ASTIP e con diversi altri parenti delle 23 vittime di quel terribile scontro tra treni, i familiari hanno chiesto alla regione di ritirare al più presto la concessione all’utilizzo della tratta ferroviaria alla Ferrotramviaria.

In particolare, la protesta, è nata anche dalla relazione approvata dalla Commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato, presieduta dalla Sen. Camilla Fabbri, e che come ultimo atto di questa legislatura, lo scorso 20 dicembre, ha concluso il proprio lavoro dopo un anno e mezzo dall’incidente ferroviario del 12 luglio 2016. In particolare i familiari contestano alla Regione Puglia ed a Ferrotramviaria il punto 10 della relazione e cioè “le risorse distratte dalle sicurezza”. Nella relazione infatti si legge che dal 2002 Ferrotramviaria ha avuto a disposizione la somma di oltre 7 milioni di euro per la realizzazione del “blocco automatico” sulla linea a binario unico “Ruvo-Barletta”. «Il finanziamento originario – si legge nella relazione – fu dapprima ridotto per impiegare una quota parte pari a 3milioni e 600mila euro per l’acquisto di treni. Successivamente la somma destinata all’installazione dei sistmeti di sicurezza della marcia treno, fu azzerata utilizzando l’importo residuo pari a oltre 3milioni e 600mila euro per l’esecuzione di lavori infrastrutturali sulla tratta “Ruvo-Corato”».

Nella relazione si legge poi che l’intervento, autorizzato dalla Regione Puglia, con la realizzazione del blocco automatico, non fu più previsto per l’intera tratta “Ruvo-Barletta”, bensì per la tratta più piccola “Ruvo-Corato”. «E’ bene rilevare – conclude la relazione – che il cambio di passo con in particolare il rinvio dell’adeguamento tecnologico dei sistemi di distanziamento e segnalamento della tratta Ruvo-Barletta, risulta una decisione autonomamente presa da Ferrotramviaria». Ed è proprio su questo punto, in particolare, che i familiari delle vittime chiedono un intervento della Regione e del Ministero.