Querelle Di Pilato, 16 le firme della maggioranza per le dimissioni

Querelle Di Pilato, 16 le firme della maggioranza per le dimissioni

Nota dei capigruppo: «La Presidente non ha più la fiducia della maggioranza consiliare»

Non si accenna a placarsi la querelle tra la maggioranza di centrodestra e la Presidente del Consiglio Comunale Laura Di Pilato rappresentante di Forza Italia. Dopo l’abbandono dell’aula nell’assise di lunedì scorso da parte della presidente è arrivato un documento della maggioranza, controfirmato da 16 consiglieri, in cui si chiedono le dimissioni della Di Pilato dal ruolo. All’appello tra i firmatari mancano la consigliera del gruppo misto Giovanna Bruno, ma anche i consiglieri di Forza Italia Saverio Fucci e Nino Marmo che, per motivazioni diverse, non hanno sottoscritto il documento.

La nota dei capigruppo dei diversi partiti e movimenti di centrodestra presenti in aula, parlano di fiducia ormai venuta meno con la Presidente: «Facendo seguito proprio alla conferenza stampa del Presidente del Consiglio Comunale – si legge nella nota – i capigruppo consiliari di maggioranza, a nome di tutti i gruppi di centro-destra presenti in Consiglio Comunale, fanno notare come il documento sottoscritto nella serata del 04 dicembre scorso, al termine del Consiglio Comunale, esiste con tanto di sottoscrizione dei consiglieri, come si evince nella copia allegata. Le motivazioni, gravi, della richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio, sono riportate nello stesso documento».

«Nella conferenza stampa di ieri – scrivono nella nota stampa – il Presidente del Consiglio Di Pilato dichiara che al momento della relazione della terza delibera all’ordine del giorno da parte dell’Assessore Paola Albo, i consiglieri presenti in aula fossero 16. Pertanto, richiedeva al segretario Generale di verificare il numero legale e, conseguentemente, il numero dei presenti, richiamando quanto previsto dall’art. 23, comma 3, 4 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale che nessuno, ovviamente mette in discussione. Da una interpretazione sistematica di quanto statuito dall’art.22 in relazione al numero legale e, soprattutto, dall’art.23 comma 2 e comma 3 (“la presidenza non è obbligata a verificare se il Consiglio sia, oppure no, in numero legale per deliberare, “se non quando ciò sia richiesto da un consigliere comunale nel momento in cui il Consiglio stia per procedere ad una votazione”) ci appare del tutto inopportuna, irrituale, imprudente e soprattutto pericolosa per il regolare svolgimento, anche futuro dei lavori consiliari, la richiesta in aula del Presidente. Da qui le rimostranze avvenute da parte dei consiglieri di maggioranza presenti, fermo restando che la rilevante gravità dell’atto compiuto dal Presidente sta nel fatto di aver interrotto senza, lo ripetiamo, alcuna valida motivazione regolamentare, l’esposizione della relazione dell’assessore Albo. Motivo per cui, del resto, nessun consigliere comunale né assessore può essere interrotto durante il proprio intervento in aula».

«Quindi, senza proseguire con altre ulteriori argomentazioni regolamentari – dice ancora la nota – che pur ci sarebbero in merito, si conferma che l’ingiustificata decisione della Di Pilato ha messo a serio rischio l’approvazione di importanti provvedimenti inerenti il riconoscimento di debiti fuori bilancio che, se non approvati, avrebbero esposto l’Ente ed il Consiglio Comunale a possibili danni di natura contabile ed erariale. Come del tutto ingiustificato e privo di raziocinio politico, oltre che di garbo e dignità istituzionale, ci è apparso l’abbandono dell’aula, pur in presenza di una normale dialettica, che denota una scarsissima attitudine nel ricoprire ruoli delicati di garanzia».

«A fronte di tutto quanto esposto – conclude la nota – si ribadisce che la Di Pilato non ha più la fiducia politica dei gruppi consiliari di maggioranza rappresentati dalle firme in calce al documento politico redatto che si chiarisce, essendo politico, non occorre che vada protocollato a chicchessia.
Auspichiamo, inoltre, che sia evitato il ricorso al voto in aula e che il Presidente del Consiglio sia conseguenziale rispetto alle decisioni politiche della maggioranza del Consiglio Comunale che, negli scorsi mesi, in più di una occasione, a salvaguardia dell’unità del centro-destra e per evitare i cosiddetti teatrini della politica, aveva soprasseduto rispetto a quotidiane uscite fuori luogo e non consone al ruolo ricoperto da parte della Presidente Laura Di Pilato. Pertanto, si respingono totalmente al mittente le fantomatiche e meschine accuse di violenza di genere o sessismo che, del resto, rasentano il ridicolo in un contesto pubblico non passibile di smentita».