‘Deadtown’, i Forman tornano, dopo otto anni, per il Castel dei Mondi 2017

Ed è subito magia!

Aleggia sempre un’aria di segreto e di mistero su ogni nuovo spettacolo dei Fratelli Forman. Era accaduto nel 2009 con Obludarium ed è successo anche questa volta.

Otto anni fa, quando il Festival Castel dei Mondi era ancora un adolescente, Obludarium era arrivato in città e aveva conquistato tutti gli spettatori che lo elessero uno tra i migliori se non il migliore spettacolo visto in assoluto in tutte le edizioni della kermesse.

Sino a ieri. Sì, perché dopo la prima di Deadtown, il nuovo spettacolo prodotto dalla fabbrica dei sogni dei Forman Bros, i fratelli cechi hanno superato se stessi sorprendendo ancora una volta il pubblico di un Festival ormai adulto. Pochissimi ci avrebbero scommesso, tra questi, per nostra somma fortuna, il direttore artistico Riccardo Carbutti, il direttore di produzione del Festival, Francesco Fisfola e l’assessore, Luigi del Giudice che hanno fortemente voluto i Forman nel calendario della XXI edizione del Festival perché come ha dichiarato Fisfola “i Forman sono una compagnia di teatro artigianale di altissimo livello e di grandissimo talento ed è un orgoglio averli qui”. La lungimiranza e la sensibilità artistica degli organizzatori hanno avuto ragione.

Ieri sera, per la prima ‘blindata’ di Deadtown in piazza Catuma ad Andria, lo scrigno dei segreti dei Forman si è aperto magicamente come un libro pop-up di favole, svelando un mondo incantato.

Il sogno di un illusionista europeo dei primi anni del XX secolo, ossessionato dalle invenzioni del suo tempo, come il cinema, la fotografia e il fonografo e dalle distese sconfinate delle pianure oltreoceano dell’Arizona, si materializza in un teatro-saloon che è una stargate proprio al centro della città. Una porta di accesso per un altro tempo e un’altra dimensione dove l’illusionista sognatore – abituato com’è a vivere sul confine tra realtà e immaginazione – saprà condurvi e di cui vi innamorerete come bambini.

Dalla vecchia Europa, alle frontiere del lontano e selvaggio west per incontrare chanteuses, pistoleri, cowboy, matti, ballerini, acrobati e musicisti. Il circo-teatro Forman arriva in una città tranquilla, per trasportare lo spettatore nel cuore di Deadtown, un’opera d’arte totale fatta di foto in bianco e nero, di comiche scenette a tinte seppia, di proiezioni, di maschere, di marchingegni teatrali, di sketch ispirati al cinema muto, di suoni e musica dal vivo.

Un microcosmo di altri tempi che ripropone il mondo mitologico del Far and Wild West per risvegliare in ciascuno la magia che, come dicono i Forman, non è altrove, ma dentro di noi e loro ne sono i custodi.

Dalle musiche di Morricone, agli assurdi duelli a tre di matrice tarantiniana, dalle bambole vive in stile Tim Burton, ai fumetti didascalici dei film muti, sino ad arrivare ad artigianali proiezioni in 3D, in Deadtown c’è molto dell’universo immaginifico della tradizione cinematografica alla quale i Fratelli Forman appartengono.

Deadtown è un percorso esperienziale, un sogno ad occhi aperti, un viaggio da seduti. Per i novanta minuti dello spettacolo il sogno è uno spazio condiviso che si può attraversare. A Deadtown tutto diventa possibile, anche bere una birra con i cowboy o farsi un selfie con lo sceriffo.

Calvino scriveva nelle sue lezioni americane che “la fantasia è un posto dove ci piove dentro” e in quella falla “metterci una mano dentro e tirarci fuori la magia come dal cappello“.

Dopo diversi mesi, domenica sera ad Andria ha piovuto a dirotto, ovunque tranne che nel saloon/rifugio dei Forman, lì le uniche gocce a cadere giù erano quelle della genialità prodigiosa e visionaria di Matej e Petr Forman che da quella fessura nella realtà hanno tirato fuori uno spettacolo che è pura magia. E quando piovono bellezza e meraviglia nessuno si sognerebbe mai di aprire un ombrello. Magia e poesia per uno spettacolo più vivo che mai come antidoto a tutte le Deadtown della realtà.

‘Deadtown’ sarà in scena ad Andria a Piazza Catuma sino al 7 settembre.